• Pubblicato:

    28 settembre 2012

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Nella giornata di chiusura, alla presenza dell’assessore regionale alla Scuola Patrizio bianchi, verrà presentato il documento propositivo sul tema della seconde generazioni da parte degli allievi. Appuntamento alle ore 9.30 nell’aula magna dell’Università

Proseguono le attività del summer school sulle seconde generazioni promossa dalla Fondazione Nilde Iotti, in collaborazione con Provincia, Comune di Reggio e Regione e nella giornata di chiusura domani, dalle ore 9.30 nell’aula magna dell’Università di Modena e Reggio (via Allegri 9), verrà presentato il documento propositivo redatto al termine della formazione dai 40 allievi, giovani tra i 18 e i 35 anni, di origine sia italiana, sia straniera. Saranno presenti la presidente della Provincia Sonia Masini, l’assessore regionale alla Scuola Patrizio Bianchi e il coordinatore scientifico della summer school  Angelo Baiocchi.

In questi giorni hanno assistito alle lezioni di docenti prestigiosi e partecipato a tavole rotonde, oltre che toccato con mano le buone prassi di alcune realtà associative ed enti locali. Ospite della summer school nei giorni scorsi anche la nota giornalista di origini iraniane Farian Sabahi, che ha affrontato il delicato tema della condizione femminile nel confronto tra culture, in un incontro che ha visto il contributo anche di Rosa Russo Iervolino e di Khalid Chaouki. “Il mondo arabo è variegato al suo interno e così anche il mondo islamico. Sono molti i luoghi comuni, in particolare sulla condizione delle donne – ha detto la giornalista Sabahi – che nella storia in alcuni Paesi mediorientali, tra cui l’Iran, hanno visto il riconoscimento di importanti diritti molto prima che altrove”.

Il tema della cittadinanza ai giovani che sono nati in Italia, anche se da famiglie provenienti da altri Paesi, è stato poi trattato nuovamente nel corso della formazione, con la proiezione del documentario “18 Ius Soli” e il dialogo con il regista Fred Kuwornu.

Inoltre, docente di Sociologia delle relazioni interetniche e di Storia dell’Islam all’Università degli Studi di Torino, una città con una lunga storia di immigrazione, Roberta Ricucci ha dato il suo contributo alla summer school affrontato il tema “Figli dell’immigrazione: vecchie e nuove questione” e conducendo un confronto  con l’istituto storico reggiano Istoreco. La summer school ha infatti rappresentato anche l’occasione per riflettere sulla trasmissione della memoria in una società sempre più multiculturale e dove “concetti come generazione, identità e memoria assumono valenze diverse rispetto al passato” come ha sottolineato il presidente di Istoreco Mirco Carrattieri. “La trasmissione della memoria oggi può incontrare in questo senso alcune difficoltà, ma ci sono anche potenzialità da non sottovalutare. Da storico credo infatti che la non appartenenza piena ad un solo contesto di questi ragazzi, quindi il distacco da entrambe in un certo senso, può offrire il vantaggio di una maggiore obiettività nella valutazione delle culture a cavallo delle quali vivono”.  Alessandra Fontanesi, responsabile della didattica di Istoreco, ha poi illustrato alcuni progetti promossi dall’istituto nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza.

Di cosmopolitismo e identità europea ha parlato agli allievi della summer school la vicepresidente della Fondazione Nilde Iotti, Francesca Russo, docente di Storia delle dottrine politiche.

 


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